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Rivivono a Siracusa gli alberi della Carnia

Rivivono a Siracusa gli alberi della Carnia
di Alessandra Bernocco

Piantate alberi. Ci danno due degli elementi più cruciali per la nostra sopravvivenza: ossigeno e libri!
Whitney Brown

Gli alberi rimangono intatti se tu te ne vai. Ma tu no, qualora se ne vadano loro.
Markku Envall
(18 aprile 2019) Gli spettatori che assisteranno a Le Troiane di Euripide, in scena a sere alterne dal 10 maggio al 23 giugno al Teatro Greco di Siracusa non lo sanno ancora. Ma la scena di colonne lignee in cui si muovono le donne di Troia, disperate e sconfitte, è realizzata con gli alberi sradicati dal vento che si è abbattuto sui monti della Carnia lo scorso ottobre.

É intrigante quel che si legge nelle note di Stefano Boeri, scenografo chiamato dal nuovo sovrintendente dell’Inda Antonio Calbi, migrato verso la Magna Grecia dopo la direzione del Teatro di Roma.

“Quando mi è stato chiesto di immaginare le scenografie per Le Troiane diretto da Muriel Mayette-Holtz, ho subito pensato di portare in scena un paesaggio”.

E il “bosco di alberi uccisi dalla tempesta, di tronchi spezzati che coprono il suolo” è diventata l’idea portante di scenografia.


La natura morta che riprende vita tra la vita del pubblico, seduto sulle gradinate, e la vita del bosco di cipressi e pini marittimi che fa da sfondo al palcoscenico, quando il sole tramonta e i giochi hanno inizio.



Si è provato a ridare vita alla morte, proprio come in questa tragedia, intrisa di dolore, Euripide dà dignità agli sconfitti contro la brutalità e la tracotanza dei vincitori.



“La verità – scrive Boeri – è che oggi una tragedia che viene dalle profondità del tempo, non smette di ricordarci le follie degli uomini; e che questa tragedia viene messa in scena forse nel primo momento della storia dell’umanità in cui i tempi lunghissimi di evoluzione del pianeta sembrano coincidere con le nostre scelte quotidiane e metterci di fronte alle nostre responsabilità di distruttori di equilibri naturali”.



Eppure “lo spettacolo- dice invece la regista che sta per succedere a Maurice Bejart tra i quaranta ‘immortali’ dell’Académie Française- offrirà la possibilità di ripiantare nuovi alberi, affinché ciascuno possa sperimentare la potenza della ricostruzione”.  



Di altissimo livello il cast, capitanato da Maddalena Crippa nel ruolo di Ecuba:



Massimo Cimaglia (Poseidone), Francesca Ciocchetti (Atena), Paolo Rossi (Taltibio), Maria Bajma Riva (Cassandra), Elena Arvigo (Andromaca), Graziano Piazza (Menelao), Viola Graziosi (Elena), Clara Galante (Corifea), Elena Polic Greco (Capo coro).



 Sul filo del rapporto donne-guerra anche gli altri due titoli in cartellone, segno di un preciso orientamento di senso: Elena di Euripide e Lisistrata di Aristofane, rispettivamente interpretate da Laura Marinoni ed Elisabetta Pozzi.



La prima diretta da Davide Livermore, al suo debutto siracusano dopo il recente successo scaligero con Attila di Giuseppe Verdi, inaugura il 9 maggio e sarà in scena fino al 22 giugno a sere alterne; la seconda vede alla direzione Tullio Solenghi, anch’egli alla sua prima volta come regista e attore al Teatro Greco. In scena, dal 28 giugno al 6 luglio, lo sciopero del sesso per costringere gli uomini a firmare la pace.



Oltre alle due tragedie e alla commedia, come di regola, la programmazione di questa 55 stagione prevede anche due eventi collaterali, da acchiappare al volo:



il 1° luglio Luca Zingaretti, solo in scena, al leggio, darà voce a La Sirena dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa su musiche di Germano Mazzocchetti eseguite dal vivo da Fabio Ceccarelli; mentre il 25 luglio Ludovico Einaudi chiude il programma Inda 2019 con il suo concerto Seven Days Walking, un progetto musicale strutturato in sette capitoli, “sette variazioni intorno a uno stesso percorso immaginario o sette momenti diversi dello stesso itinerario”.



 



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