Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: « follìa ». Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: « malinconìa ». Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: « nostalgìa ». Son dunque... che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia.
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