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DUE PAROLE SU B&B TRA B&B

DUE PAROLE SU B&B TRA B&B

Con la pubblicazione di questo intervento di Rossella Battisti, multiversi inaugura una sezione libera, intitolata Verba manent.
L’intento è quello di conservare le parole che ci è piaciuto ascoltare nelle occasioni più disparate, private e pubbliche. Parole partorite per essere dette, o proprio dette di getto, ma in modo così chiaro e preciso, che sarebbe un peccato non trattenerle.
In questo caso si tratta della presentazione che Rossella ha fatto di Suite Bohémien, il romanzo di Alessandra Bernocco, il 12 aprile 2019 presso il Sindacato Liberi Scrittori di Roma, intervallata dalle letture a cura di Tommaso Cardarelli e Francesca Ciocchetti.
Multiversi ringrazia Rossella per l’amichevole liberatoria.


Pagine sparse da un B&B ma anche parole sparse tra B&B, ovvero Battisti/Bernocco...



Siamo state per molti anni compagne di buio. Di buio magico, quello che avvolge la platea dei teatri mentre sul palcoscenico si animano storie, danze, anime. Lo sguardo era la nostra professione, guardare e riportare. Osservare e raccontare, col senso della prospettiva nel tempo e nella pluralità, di testi, attori, messe in scena, regie e coreografie. Tutto quello che fa spettacolo lì al centro, sotto i riflettori e la luce. La scatola delle meraviglie (oddio non sempre, ma quelle poche volte che lo è, illumina di luce riflessa tutto il resto).



Mestiere – quello della critica – diventato molto gender fluid di questi tempi, tempi di crisi della carta stampata, avvento piratesco del web (di cui ancora non si conoscono regole e confini), laculturachenonsipaga (tutto attaccato). L'idraulico lo paghi se ti viene a montare un rubinetto. Un giornalista anche no. Soprattutto se poi si occupa di teatro, ché tanto lui /lei si diverte a uscire la sera e ad andare a vedere spettacoli.



Crisi su crisi, anche quella dell'editoria ci si mette. Chiude L'Unità, muore Europa e anche gli altri giornali non stanno tanto bene.



E allora ci si inventa dell'altro, perché le bollette vanno pagate. Ma l'anima resta quella. Così Alessandra  ha davvero iniziato un'attività parallela di ospite garbata, aprendo casa sua ai viandanti occasionali e turistici della capitale – ma ha mantenuto il suo sguardo critico costante. La capacità di scrutare nei volti, di valutare gli incontri e le relazioni. Di fare recensioni sintetiche di tipi psicologici (a volte persino psichiatrici), adorabili furfanti scrocconi o signorine snob, famiglie nordiche e miste o compagini parentali asimmetriche. Diventando alla fine un libro.



In mezzo, cadenzando i racconti e le dis-avventure da B&B in otto capitoli, una storia di coppia destinata a diventare prima affiancamento e poi non storia. I sobbollimenti di relazione che definiscono il ritratto esplosivo di Anna – si sa che la base è biografica ma poi i personaggi prendono vita (lo sapeva bene Pirandello), vanno per conto loro.



Anna è una mina vagante, un concentrato di passione pronto a esplodere. Ad accendersi d'immenso quando sente odore di teatro, la spina portante della sua esistenza, la ragione per trasformarsi in animale notturno a caccia di bellezza.

[continua]
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