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Vuoti a perdere

Vuoti a perdere

(19 settembre 2009) Ancora sull’informazione: maggioranza e minoranze

Giornali e giornalisti: non c’è voglia neppure per manifestare, tutti scoraggiati e sconfitti. Gli eventi incalzano (i morti! terremoti, violenze, attentati e guerre), ma il gossip soffoca ogni buona intenzione di lotta, anche per la libertà di stampa.

Sviliti dallo spettacolo non c’è modo per discutere dei diritti, né per riflettere sul cambiamento che pure cammina lungo le strade del terzo mondo…
Qui, invece, tutto si risolve in dispute da mercato per ogni questione di interesse generale, e di valore costituzionale. Bla, bla, bla...cose dette e ridette senz’anima mentre la massificazione è in atto. Gli organi di stampa si strafocano di soldi pubblici, e non hanno nessuna intenzione di rinunciare a quei finanziamenti, seppure, via, via verranno sempre di più ridotti.

Alla fine anche gli editori, dopo i direttori, verranno presi per la gola, e da chi ha così tanti soldi da permettersi di comprare gli altri (e per questo vorrà in cambio anche il futuro dei loro bambini)...intanto se la prendono con i giornalisti, affamati, umiliandoli e svuotandoli di coraggio, volontà, talento, e rendendoli più precari dei precari. È una strategia. Ed è così che si svende il proprio lavoro. Per mantenere uno status solo apparente di eletti (e di “non letti”).

E la gente non legge, né libri né giornali: non ha il tempo di pensare ai guai dei singoli e neanche di astrarre pensieri, neppure di provare emozioni letterarie. Semmai scrive, dovunque, comunque, lasciando di se stesso ogni virgulto di esistenza dietro avatar sexy e accattivanti.

Alimenta l’immaginifico di fotacce e di “scopate”, raccattate qua e là come i tanti volantini, accumulati nella memoria breve di una giornata. E poi c’è internet che meglio spiega la realtà tridimensionale, con tutte le sue fonti in contraddittorio. Sarà anche dispersivo ed evanescente, ma se cerchi, trovi: notizie, seppure sovrapposte a fumetti, musica ed espressioni culturali, nuove, immagini immediatamente fruibili che vanno al di là di ogni strato della pelle e della percezione.

Cambia il mezzo, cambiano i contenuti, la comunicazione diventa sintesi, ma in libere associazioni capziose. E l’informazione...è un video clip, quello che è il più cliccato da scaricare su you tube.

E perciò non ci si può fermare, niente può rimanere statico, e in questo flat delle idee, in questa fluttuazione delle immagini, tutto diventa ibrido, se non ambiguamente sfumato col nulla.

In questo flusso di dati, straripante, la mente si sottrae, è stanca, le categorie concettuali sono troppe, le prospettive culturali dei logaritmi, la storia dell’uomo: un racconto sempre più fantascentifico pieno di effetti speciali che distorcono.

Poveri giornalisti, quello che scrivono è niente, subito già vecchio, con parole usate come le puttane, neppure riescono a difendere l’individuo come utopia, o i piccoli gruppi martoriati dalle regole massificanti della società per un’intima idea politica....non servono più a niente...solo a riempire le pagine vuote della loro stessa vita inventata.

di Chiara Merlo

19 settembre 2009
Articolo di
nostoi
Rubrica:
Versi Liberi


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