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Per sempre innamorato della bellezza

Per sempre innamorato della bellezza
di Alessandra Bernocco

Pieno di merito e tuttavia
poeticamente abita
l'uomo su questa terra

Holderlin
(30 gennaio 2016) GIORGIO ALBERTAZZI - LE MEMORIE DI ADRIANO di Marguerite Yourcenar. Regia di Maurizio Scaparro.

E niente io di quest'uomo non riesco a non scrivere. Ci provo ma poi torno a casa, mi metto al computer e lo rivedo. Rivedo lui e Adriano, che sono ormai una cosa sola. Con la tunica bianca e il drappo di seta avvolto sul collo. Li rivedo seduti su un masso o su un capitello, tra una colonna e un basamento, in mezzo ai pini marittimi di Villa Adriana, con la luna che si intromette tra i rami.

Vedo i pini e la luna anche a teatro, mi basta chiudere gli occhi e Adriano è lì che ci racconta che “nessuno può superare i limiti stabiliti dalla natura”, che “è difficile restare imperatore sotto gli occhi di un medico”, che “le gambe non lo reggono più”.

Si incazza Adriano e dice furibondo che “non voleva dipendere da nessuno” e invece. Invece c'è una schiera di ostinatamente devoti che dipende da lui e lui li ha sempre tra i piedi.
Fanciulle e fanciulli, uomini e donne, discepoli tanti. A loro ha insegnato quel che non sa, come un vero maestro, che insieme agli allievi continua a cercare.

È un esteta Adriano, è innamorato della bellezza, delle natiche, delle cosce ma quelle con tante 'sc' che solo a dirle ci siamo capiti.


E si sente “responsabile della bellezza del mondo”, vuole che “gli uomini non siano deturpati dalla miseria” ma nemmeno dalla “ricchezza troppo volgare”.



Lui ha “cercato la libertà” e l'ha cercata  “più del potere” e sa che “la calunnia uccide più del pugnale”.



È saggio Adriano, almeno quando si “rallegra perché il male gli ha lasciato la lucidità fino all'ultimo”.



E sennò come farebbe, a sipario calato, a ricordare a una platea in standing ovation che “il teatro si sente e si guarda, non importa intelligere perché il teatro non è filosofia, il teatro è poesia e la poesia è misteriosa come tutte le cose che sgorgano naturali dal cuore  dell'uomo”? 



Come farebbe a riflettere sul nostro “tempo terribile”, sullo “scontro di culture che ha scatenato la barbarie”, sulla violenza che nasce quando qualcuno dice 'il mio Dio è più Dio del tuo', sulle “armi che non risolvono niente, ma servono solo a chi le produce”?



“Noi invece dobbiamo pensare a salvarci e la salvezza siete voi, il teatro, la poesia”.



Sul palco del Teatro Ghione di Roma, dove ormai è di casa, Giorgio Albertazzi ha voluto anche  Maurizio Scaparro, che alcuni lustri fa partorì un'idea imperitura, dalla  storia lunga mille repliche.



Le memorie di Adriano, dal romanzo di Marguerite Yourcenar, sarà in scena fino al 14 febbraio prossimo e accanto a Giorgio-Adriano ci sono la fedelissima Evelina Meghnagi (canti), Stefania Masala (Plotina), Giovanna Cappuccio, Fulvio Barigelli e Armando Sciommeri alle percussioni.


30 gennaio 2016
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