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Reef - Replenish: un album da riscoprire

Reef - Replenish: un album da riscoprire
di Fabrizio Comerci

(30 ottobre 2011) 1995: le linee vocali naf del Brit Rock e il successo del pop da laboratorio delle boys and girls band occupano i primi posti delle classifiche discografiche targate UK.
I singoli di lancio dell'album Replenish (Sony - 1995) dei Reef, rock band originaria di Glastonbury, Somerset, riescono solo a sfiorare la top ten. Ma, quello dei quattro musicisti un lavoro senza tempo.


Per il successo da hit, però, non hanno dovuto attendere molto. Gary Stringer (voce), Kenwyn House (chitarra), Jack Bessant (basso) e Dominic Greensmith (batteria), per la seconda avventura discografica Glow (Sony - 1997), sono stati accompagnati dal produttore, tra gli altri, degli album più belli dei Black Crowes e dei The Jayhawks: George Drakoulias. Da questa collaborazione ne è nato Place Your Hands, il singolo più noto della band. Ma i suoni ripuliti, digitalmente saturati, compattati e complicati dall'aggiunta di strumenti, effetti e sovraincisioni iniziano ad allontanare i Reef dall'idea di album che aveva animato la produzione di Replenish: “Quattro persone che suonano in una stanza, ottenendo qualcosa che è completamente loro” (Kenwyn House, fonte: Wikipedia).



Distorsioni genuine e pezzi che si reggono sui buoni e vecchi riff, conditi da una voce carismatica, graffiante e a tratti percussiva, ipnotica e ossessiva, che copre le timbriche del rock più classico.



Replenish dei Reef è un lavoro da ascolto immediato, prolungato e a volumi sostenuti, che ha potuto contare sul vantaggio di una preparazione priva di ansie da prestazione commerciale. Un album coerente di una band che è arrivata in sala incisioni dopo essersi fatta le ossa sui palchi, aprendo a musicisti del calibro dei The Rolling Stones e Paul Weller.



Feed Me, la prima traccia, introduce Replenish con un fade-in del riff distorto e andante che accompagnerà tutto il pezzo, fino al bridge più marcato che porta alle variazioni sul tema e alla chiusura strumentale che sa di registrazione in presa diretta. La batteria, reduce dal climax musicale, viene fatta sfumare mentre continua a tenere il ritmo.



Rimane, però, protagonista della seconda traccia, Naked, assieme a un basso compresso e a un riff ossessivo che si sviluppa solo nel refrain. Il solo chitarristico svuota l'accompagnamento, come in un live a tre strumentisti, ma viene supportato da gola e falsetto di Gary Stringer. La martellante frase “I'll blow you away” chiude il pezzo sulla batteria nuda.



Good Feeling, ci fa dare un respiro armonico grazie a un accompagnamento ad accordi. Il refrain, caratterizzato dalle splettrate libere, aprono il pezzo per due volte, prima che un bridge dinamico crei una sospensione e una ripartenza grintosa per un prologo dal gusto rock classico.



Il riff di Repulsive è quasi sussurrato, ma non fa che esaltare l'aggressività di bridge e refrain per un pezzo dall'andamento sinusoidale, dalle dinamiche curatissime. Mellow è un pezzo acustico accompagnato da una batteria effettata che non farebbe fatica a incontrare i gusti di Bonahm, mentre la linea vocale ammicca a Plant. Il fruscio di sottofondo non delude le aspettative della band, facendo pensare all'Oceano.



Con Together si torna al riff chitarristico e una chiusura di refrain che sfiora distorsioni heavy metal.



Gli armonici delle corde del basso percosse e di quelle della chitarra, la grancassa e le modulazioni vocali di un testo appena articolato danno vita a Replenish, un pezzo dai forti accenti etnici di una musica dalla pelle rossa.



Il sound della strofa di Choose To Live accenna vagamente, ancora una volta, ai Led Zeppelin. Questa volta in versione No Quarter, con tanto di intermezzo psichedelico condito da wha, feedback da distorsione e profusione di ride e crash. Il refrain ha potenza e classe. Un basso scordato porta a chiusura il pezzo sulla batteria che ha sviluppato il ritmo base sui tom.



Comfort si apre su una chitarra morbida e il falsetto di Stringer, che non tardano a trasformarsi in un duro riff da refrain, per poi tornare sulle atmosfere soft della strofa.



Riff funky-soul, per l'accompagnamento di Loose. Grazie alla sessione ritmica, però, il pezzo prende decisamente un gusto rock. Con l'avvento del refrain viene fugato ogni dubbio.



End chiude l'album con il ritmo del testo sulla batteria e una chitarra molto distorta. Agli 1.48, una ghost track riprende il gusto di Replenish con un lavoro di corde e percussioni meno radicale.



Nonostante il secondo album e i lavori successivi dei Reef abbiano elementi di sicuro interesse, Replenish è un album con tutti i numeri giusti, il cui timido successo rimarrà un mistero dell'industria discografica.


30 ottobre 2011
Approfondimenti


Copertina dell'album Replenish dei Reef



Reef, Replenish (1995)



copertina dell'album





Ascolta: Naked - Replenish dei Reef (1995)  





Ascolta: Feed Me - Replenish dei Reef (1995)



 



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