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Sicilian Tragedi

Sicilian Tragedi

(03 agosto 2009) "Fu in quel momento che il ragioniere Intelisano incomincio' a volare.
Al principio, e dal quel punto di vista (del ragioniere Intelisano per l'appunto) fu il palcoscenico che sembro' inabissarsi rispetto alla linea d'orizzonte dei suoi occhiali bifocali. Poi, all'incirca per un decimo di secondo, al ragioniere la faccenda parve un capogiro. Infine l'oggettivita' della prospettiva non diede piu' adito ad alcun dubbio: il ragioniere aveva spiccato il volo.
...
Si senti' anche provenire da dietro le quinte la voce inconfondibile di Rosanna Lambertini (quella sera, come nelle precedenti e sanguinose repliche, anima e corpo di Giulietta) che con un grido indispettito, offeso quasi, pronunciava le seguenti ed esatte parole: "No, minchia, un'altra volta no!" mentre il ragioniere si librava in alto verso la volta ricca e decorata di fregi e celestiali affreschi d'oro zecchino e di angeli di stucco.
Dopo qualche secondo le luci della sala si accesero sul trambusto.

tratto da "Sicilian Tragedi" - Ottavio Cappellani


In una Catania rovente di caldo estivo e annoiata dal regolare disordine di tutti i giorni, Tino Cagnotto, regista d'avanguardia, decide di mettere in scena Giulietta e Romeo di Shakespeare, travestendolo di sicilianita', di etnicita', per restituirlo alla gente comune, cosi' come il teatro elisabettiano aveva promesso.



Il suo e' piu' un tentativo candido e maldestro di conquistare, grazie alla tragedia, l'amore del giovane Bobo, ma gli eventi prenderanno il sopravvento e le conseguenze avranno portata cittadina, poi isolana e infine planetaria.



Eppure l'idea e' cosi' ovvia. Colmare lo spazio che separa Shakespeare e il cinema neorealista, congiungendoli per la comune filosofia di portare in scena gli attori di strada con "la verita' dell'essere" mondata della vanita' dei protagonisti. E chi sono gli attori di strada del teatro se non gli attori dialettali?



E il sipario si alza, su una commedia noir che non risparmia colpi di scena. Gli attempati attori in calzamaglia e conchiglione provano a rapire il pubblico con il capolavoro "scespiriano" ma la citta' e' troppo intenta a farsi il suo proprio spettacolo per ascoltarli.



C'e' l'aristocrazia decadente e i suoi ventagli, e gli assessori alla cultura che cercano di guadagnare qualche fondo europeo, due potenti famiglie mafiose, quelle di Riddu Betoniera e di Mister Turrisi, alle prese con i capricci di Betty Pirrotta, fimmina frivola e attraente. Ci sono le sagre, i fucili di precisione e i mortai, le amanti tradite con le mogli e le mogli tradite con le amanti, il barocco, i ricci di mare, Pietro di Pietroburger con la sua divisa bianca da Elvis e Melo Vaccalluzzo, figlio del camorrista Gennaro Russo, "che sua moglie Saretta dice che il Viagra c'ha fatto male al ciriveddu". E come si fa a inscenare la tragedia con tutto questo vaievieni di personaggi! La relta' prende il sopravvento sulla fantasia e ruba le luci al teatro, lasciando gli attori instupiditi sul palcoscenico a osservare niente di piu' classico che la "sicilian tragedi".



Ottavio Cappellani e' nato a Catania nel 1969. Il suo libro d'esordio e' il dialogo filosofico La morale del cavallo (1998). "Sicilian Tragedi" e' edito da Mondadori, collana Oscar Contemporanea. Euro 9.



 



di Paola Merlo


03 agosto 2009
Articolo di
Paola
Rubrica:
Libri


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