Multiversi roundbox
Caro Presidente

Caro Presidente

(09 marzo 2010) Io ci ho provato, l’ho fatto cercando di mantenere il più possibile la mente sgombra da pregiudizi e da posizioni di parte. Ho provato a mettermi nei Suoi panni per capire il perché di tante scelte. Però proprio non riesco a capirLa, signor Presidente.

Certo non deve essere facile mantenere equilibrio tra tante forze opposte che chiedono a Lei di perorare una causa di parte, quando sanno benissimo che il Suo compito fondamentale è rappresentare l’unità della Nazione e garantire che la Costituzione non venga offesa.
Non immagino, è vero, le pressioni che riceve, né le leve che vengono utilizzate per esercitare quelle pressioni. Ma ho una convinzione: non si diventa Presidente della Repubblica senza avere o saper trovare la forza di assumersi le responsabilità ed i doveri che il ruolo impongono. Così, da semplice cittadino, mi domando: come vuole che io La ricordi, Presidente?

Nel mio immaginario, essere il primo cittadino italiano impone di avere un carisma e di esercitarlo, senza cedere alla tentazione di pensare che la propria carriera si sia semplicemente chiusa in bellezza. È un inizio nuovo, invece, un ruolo che ha una durata di esercizio e quell’esercizio non deve essere svolto "pro forma", ma deve essere un esempio di autorevolezza e saggezza, forza e determinazione quando necessario, in ogni caso amore per la cosa pubblica.

Da bambino sentivo le persone sminuire il Suo ruolo con dei perentori “in Italia il Presidente non serve a nulla” oppure “è solo una carica di rappresentanza”. Sarà anche così, ma leggendo la Costituzione si percepisce l’esatto contrario e quelle frasi sono solo terribili aberrazioni figlie del sempre più scarso senso civico di noi cittadini e di chi si è succeduto al governo fino ai giorni nostri.

I padri costituenti avevano scritto la Carta pensando, candidamente, che al governo sarebbero andati dei rappresentanti del Popolo che agivano in nome e negli interessi del Popolo. Il senso dell’articolo 74 è tutto qui. Tra persone serie, oneste e responsabili, unite nell’interesse di un paese intero non è necessario esercitare “reciprocamente” un potere fatto di vincoli ed obblighi. Ad un Governo che sia degno di questo nome deve bastare il solo segnale del Capo dello Stato, reso volutamente non vincolante, per rimettere in discussione tutto.

È il principio della Democrazia esercitata nella sua forma più nobile.

È di questa nobiltà che nel Suo atteggiamento oggi, caro Presidente, sembra non esserci più nessuna traccia. Se Lei stesso intende la carica che le è stata affidata come l’esercizio di una forma senza alcuna sostanza, per favore si dimetta, ci sarà da guadagnare per tutti in questo gesto di umiltà. Ma se ancora crede di poter dare un senso al Suo mandato, se ancora vuole "servire" (davvero non c'è parola più nobile di questa), agisca di conseguenza, quale che sia il prezzo da pagare.

Nessun prezzo, alla fine, potrà mai essere più pesante dell’oblio a cui si sta condannando da solo.

Un caro saluto.

di Carmelo Primiceri

09 marzo 2010
Articolo di
carmelo
Rubrica:
Versi Liberi


Ultimi articoli di carmelo
Il serenissimo, ovvero il naufragio dell’etica pubblica
(10/10/2014)

LA VIA MAESTRA
(06/10/2013)

Il Grillo parlante
(02/10/2012)

Multiversi Link
RICORDI | CITTADINI
 © Multiversi Project 
Di link in link verso l'approfondimento
Contattaci
Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che Multiversi.info
non rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto
viene aggiornato a intervalli non regolari.