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Le loro Prigioni

Le loro Prigioni

(23 giugno 2009) Il pane amaro che pesano con precauzione
è pieno di calce e di gesso e il sonno mai non s'addorme,
ma cammina con dilatati occhi implorando grazia dal Tempo
(Oscar Wilde, La ballata dal carcere di Reading)

La striscia d'azzurro che chiamiamo cielo

" Niuna lettera, niuna spiegazione di più. Dimandammo infinite volte la grazia d'avere almeno carta e calamaio. Non fummo esauditi mai "
(S. Pellico, Le mie prigioni, 1831)

Angelo Falcone ha compiuto 29 anni il 26 aprile 2009. E' un cittadino italiano.
Dal 9 marzo del 2007 è rinchiuso nel carcere indiano di Nahan. Arrestato a Mandi, nello stato di Himachal Pradesh, è stato condannato alla pena di 10 anni per detenzione di 18 chilogrammi di hashish insieme all'amico Simone Nobili.


Impossibilitati a contattare telefonicamente l'ambasciata italiana e ad essere assistiti da un traduttore, Angelo e Simone vivono in un isolamento quasi totale la condanna per un reato che da sempre negano di aver commesso. Hanno contratto l'epatite virale, in seguito alle condizioni di detenzione al limite e alle carenze sanitarie e igieniche della loro cella. Due metri per due. Malnutriti, ammalati. Soli Dall'ottobre del 2008 Lontani, lontanissimi dalla famiglia, spesso non conoscono la lingua del paese che li trattiene né godono di garanzie di alcun tipo. Le spese per il sostegno legale sono molto elevate poiché non viene garantito ai nostri concittadini il gratuito patrocinio. Questo mette in ulteriore difficoltà tutte quelle famiglie che non possono supportare economicamente il loro personale percorso legale e umano e l'assistenza tecnico-giuridico-linguistica, di competenza consolare, è spesso insufficiente. Malgrado la maggior parte dei paesi del mondo abbia sottoscritto le diverse Convenzioni in materia di Relazioni Consolari, dalla Convenzione di Vienna del 1963 che garantisce ai cittadini tratti in arresto in qualsiasi paese la possibilità di contattare il proprio Consolato, alle diverse silenzio ma soprattutto quello degli organi di informazione. Ondivaghi. Un passo avanti è stato compiuto in entrambe le direzioni con la lettera aperta al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, da parte dell'Onorevole Elisabetta Zamparutti che chiede un intervento urgente per il riconoscimento da parte delle autorità indiane del diritto dei nostri connazionali detenuti a poter comunicare con le proprie famiglie. Nel caso Falcone, grande web: diversi gruppi a sostegno dei diritti internazionali per i detenuti all'estero sono stati creati nel social network di Prigionieri del Silenzio che da tempo assiste le famiglie dei detenuti all'estero e lotta per il riconoscimento dei loro diritti, umani e processuali. “ Mai vidi un uomo guardare con un occhio così intenso quell'esigua striscia d'azzurro che i prigionieri chiamano il cielo “ (Oscar Wilde, di Veronica Turiello



<a data-cke-saved-href="http://www.youtube.com/watch?v=NpUX4Lj4Py4&feature=related" href="http://www.youtube.com/watch?v=NpUX4Lj4Py4&feature=related" _blank"="">A Sostegno di Giovanni e Angelo Falcone A Sostegno di tutte le famiglie dei detenuti italiani all'Estero




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