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Nasce RubriRubrica ovvero Pillole di curiosità dal passato

Nasce RubriRubrica ovvero Pillole di curiosità dal passato
di Carla Primiceri


Il Medioevo è una delle maggiori fonti d’ispirazione per artisti, registi, scrittori, compositori, stilisti che fecero rivivere , e continuano a farlo, il vigore di quest’epoca tanto disprezzata, quanto amata, tanto rinnegata, quanto riscoperta; imprevedibilmente ricca di curiosità e retroscena, di romanticismo, di grande cultura ma di profonda ignoranza, adorna di arte meravigliosa, di costumi fiabeschi e gioielli unici, un’epoca tutta da scoprire come rappresentante e capostipite della nostra cultura e del sapere occidentale. In questo articolo si farà una veloce visita al micro-macro-cosmo dell’araldica, alle sue origini, al suo fondamentale ruolo per l’identificazione di una società, di una cultura popolare e nobiliare, religiosa e laicale. Come tutto contribuisce all’identificazione di una società in un preciso momento storico, dal costume all’arte, dalla scultura all’architettura, dall’artigianato alla letteratura, così anche l’araldica diventa simbolo, identità, emblema. Nasce nel XII secolo come necessità di appartenenza ad una famiglia, ad una comunità, ad una corporazione, solitamente si trattava di simboli o immagini raffiguranti animali mitologici e non, figure geometriche, elementi ornamentali lettere ecc. Importante è sapere che l’araldica non fu solo appannaggio delle casate reali o della nobiltà e non presenta connessioni dirette con la simbologia antica né ha origine diretta dalle crociate. Le più antiche insegne risalirebbero a Goffredo Plantageneto, conte d’Angiò, costituite da uno scudo azzurro con impressi sei leoni d’oro che Enrico I, re d’Inghilterra nel 1227 donò a Goffredo in occasione del suo matrimonio con la figlia Matilde, vedova dell’imperatore Enrico V.





Nella seconda metà del XII secolo si assiste alla grande diffusione delle insegne araldiche in varie regioni dell’Europa occidentale come la Normandia, la Piccardia, l’Inghilterra meridionale, la valle del Reno, la Francia, assumendo un significato fortemente sociale anche se inizialmente furono adottate per lo più dai capi militari, successivamente anche vassalli e valvassori, casate della piccola e media nobiltà, cominciarono a farne uso permettendo così all’araldica di diventare una tradizione culturale e popolare oltre che sociale.





Via via nel tempo si può attribuire l’uso dell’araldica alle donne (1156), alle città (1190), ai chierici (1200), ai borghesi (1225) e ai contadini (dal 1234) la sua diffusione si protrae fino al XV secolo confermando il fatto che non fu privilegio esclusivo di una sola categoria sociale. ------------------ESEMPIO D'IMPIEGO DI ELEMENTI ARALDICI SUL COSTUME DELL'EPOCA------------- La sua origine strutturale e stilistica va attribuita all’evoluzione degli equipaggiamenti militari soprattutto alle mutazioni della forma e degli elementi ornamentali degli elmi. Fu agli inizi del XII secolo che si diffuse l’uso di far dipingere o incidere sugli elmi e sugli scudi segni distintivi di appartenenza all’uno o all’altro schieramento cosicché i militari resi irriconoscibili dalle pesanti metalliche armature avessero la possibilità di farsi identificare in battaglia. Per elaborare questi emblemi si fece riferimento alle bandiere, agli scudi, come figura di base, per poi essere ornate da qualsiasi elemento scelto tra animali, oggetti, piante ecc. Le motivazioni che fecero nascere e diffondere l’uso dell’araldica furono quasi certamente di natura politica, ma anche al desiderio di evocare un legame di parentela, un fatto storico, un’origine geografica o una professione.





Là dove si può, si riesce a risalire ad origini molto antiche per ciò che riguarda la simbologia di alcuni elementi: ad esempio il leone evocava la forza, il montone l’innocenza, il cinghiale il coraggio, la croce il cristiano, poi l’aquila, il lupo, il corvo …. tutte forme che potessero identificare al meglio l’origine e l’appartenenza. Queste effigi venivano riportate in formato ridotto anche sui sigilli, su tutto l’equipaggiamento militare, sui documenti e pergamene, sui mobili, sui portoni, sui monili e sugli abiti. Gli autori medievali attribuiscono ad esempio a re Artù uno scudo a tre bande rosse, al prode Galaad, il cavaliere eletto per la ricerca del Sacro Graal, uno scudo d’argento con la croce rossa che ricorda l’effige dei cavalieri cristiani in partenza per la Terrasanta.


18 novembre 2009
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