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Articoli, Killshot di Elmore Leondard
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| Killshot di Elmore Leondard |
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In un'intervista disse più o meno così: “Hai presente i duelli finali dei film western. Quando i due si mettono uno di fronte all'altro, per la strada e vince chi estrae e spara per primo? Be', forse nel vecchio West non si vide mai una cosa del genere. Nei miei romanzi non ce li ho mai messi”. E alla domanda: come gli fosse saltato in mente di passare dal genere western al noir moderno, ha candidamente risposto: “Questione di mercato”
È il grande Elmore Leonard, uno scrittore dalla lunga e prolifica carriera e dalle indimenticabili atmosfere iperrealiste, prosa secca, azione adrenalinica e dialoghi cinematografici. Non per altro la celluloide ha saccheggiato a piene mani dai suoi racconti e romanzi. E Killshot è solo l'ultimo di una lunga serie di omaggi che Hollywood gli ha tributato (regia di John Madden - 2009).
Una coppia di persone qualunque (i coniugi Colson) rimane impigliata in una rete di eventi che porta i due protagonisti a diventare eroi loro malgrado. 'Persone qualunque' sì, ma con l'innata capacità di sfoderare coraggio e forza degni di personaggi epici non appena due criminali minacciano la loro sicurezza domestica e la loro libertà. Ed è proprio per amore di quella libertà che si divincolano dal goffo programma di protezione dei testimoni dell'FBI, che peggiora la situazione. La scelta è quella di rischiare il tutto per tutto. Ma, ancora una volta, la soluzione della faccenda non risiederà dove più ci si aspetta di trovarla: vale a dire nel machismo di Wayne Colson.
Quello degli 'eroi dormienti' è lo stesso tema ideale che affascinava il Leonard scrittore dei primi anni, quando si svegliava all'alba per scrivere i brevi racconti western da far pubblicare alle riviste specializzate. Giusto il tempo di buttare giù qualche pagina prima di recarsi a lavoro nell'ufficio marketing della Chevrolet, agli inizi degli anni '50. 'Prima la storia, poi il caffè': era la regola di un rigoroso praticante scrittore.
E quella formazione scrupolosa risuona ancora nella costruzione dei personaggi, punto cardine del successo dei romanzi leonardiani. È difficile rimanere distaccati dalla figura di Blackbird, il meticcio indiano, il killer professionista, il nemico per il quale si parteggia. Così come è difficile non essere irritati da Richie Nix il cinico sociopatico che uccide per posa e dimentica la lista delle proprie vittime.
La stampa per i tipi di Einaudi (collana Stile libero Noir) è del 2009; esattamente vent'anni dopo la pubblicazione originale. di Fabrizio Comerci
Pubblicato il 19 novembre 2009 da FabrizioComerci. - ScaffaleIdeale
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